Giovedì 7 novembre alle ore 18.30, presso l’Infopoint EMERGENCY di Roma, l’inviato speciale della Rai Nico Piro presenterà il suo nuovo libro: “Corrispondenze afghane – Storie e persone in una guerra dimenticata”.

Il libro racconta cosa sta accadendo in Afghanistan, dando voce a storie e persone che vivono in mezzo ad un feroce conflitto tra disperazione, sorprendente resilienza e voglia di guardare al futuro.

In Afghanistan la guerra non è finita dopo il ritiro del grosso delle truppe occidentali nel 2014, come invece il grande pubblico è spinto a credere dal silenzio dei media e della politica.

Nonostante i miliardi spesi e le vite sacrificate dall’Occidente (Italia compresa) per un conflitto più lungo della Seconda guerra mondiale, l’Afghanistan è nel caos: il numero di vittime civili ha raggiunto il suo massimo storico, la produzione di oppio non è mai così alta, il corrotto governo “democratico” controlla solo metà del territorio, gli americani sono pronti a riconsegnare il Paese ai talebani; gli afghani sono pronti ad una nuova grande fuga verso l’estero.

Per scrivere questo libro l’autore è stato in astanterie sporche di sangue fresco, ha visitato covi nascosti in bella vista, attraversato umili botteghe dove si trattavano affari da milioni di dollari, camminato in uffici prestigiosi popolati da grandi corrotti, bevuto tè il cui fumo caldo ha sciolto la diffidenza delle persone che me l’avevano versato, viaggiato su pick up delle truppe afghane come un bersaglio mobile, infilato le mani nella stessa ciotola di riso e montone con giornalisti, intellettuali, talebani, tagliagole, trafficanti di pietre preziose e reperti archeologici, infiltrati dei servizi segreti, padri di famiglia, mercenari, guardie private, poliziotti, politici, atleti, medici, infermieri, feriti, rifugiati e aspiranti tali, vedove e orfani di guerra. In una parola con il popolo afghano, che lo ha sempre trattato come uno di loro.

 

L’AUTORE:
Nico Piro è un inviato speciale della Rai, lavora per il Tg3. Si occupa di crisi e conflitti, tentando di dare voce a chi non ha voce nelle aree più complesse del pianeta.Da anni segue l’Afghanistan, Paese dove ha viaggiato in lungo e largo: da solo, con organizzazioni non governative, guerriglia, truppe occidentali, forze di sicurezza locali e, soprattutto, con il popolo afghano. Nel 2016 ha pubblicato “Afghanistan Missione Incompiuta 2001-2015”.Per il suo lavoro ha ricevuto: il Premiolino, il Premio Ilaria Alpi, il Premio Luchetta, il Premio Alberto Jacoviello, il Premio Frajese, il Premio Marco Luchetta, il Premio Giancarlo Siani.

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