“Gino sapeva che non bastavano gli ospedali, che bisognava riservare una quota di quelle cure, che lui voleva fossero accessibili a tutti gli esseri umani, anche all’idea della Pace: banalizzata, sbeffeggiata, persino additata come forma pericolosa di intelligenza col nemico.”

Queste parole sono nelle prime pagine di “Maledetti pacifisti”, il libro in cui Nico Piro presenta la visione di un mondo dove la guerra non deve più essere un’opzione praticabile. «Non sono un medico, non sono un politico, sono un giornalista. Il mio pezzettino, la mia gocciolina, è provare a raccontare la guerra per quello che è: merda, sangue, morte e dolore».

E Gino risponderebbe: “Resto dell’idea che è meglio che ci sia quella gocciolina, perché se non ci fosse sarebbe peggio per tutti. Tutto qui.”

Nico Piro mostra come la guerra viene presentata da politici e mass media come inevitabile. A dialogare di questo tema con lui e del ruolo dei media nella formazione dell’opinione pubblica, ci sarà Elisa Ranzetta, giornalista La Prealpina.

Nico Piro è inviato del Tg3 e da anni si occupa di aree di crisi e zone di guerra. È fondatore e direttore di MOJO ITALIA, il primo festival del Mobile Journalism in Italia. Tra i suoi ultimi libri” Afghanistan Missione incompiuta” (Lantana Editore, 2016), “Corrispondenze Afghane” (Poets & Sailors, 2019), “Kabul, crocevia del mondo” (People, 2022) e “Maledetti Pacifisti” (People, 2022). È tra gli autori di “La miglior cosa che possiamo fare” (People, 2022).

Ingresso libero.

Per informazioni: varese@volontari.emergency.it