Negli ultimi anni si è parlato molto, anche se poco è stato fatto, dei profughi in fuga dall’Africa e diretti in Europa attraverso il Mediterraneo.

Emergency vuole ora affrontare il tema di tutti coloro che, dalla Siria, dall’Afghanistan, dall’Iraq e dai Paesi dell’Ovest Asiatico in stato di guerra o di drammatica povertà, prendono la rotta balcanica per arrivare in Europa.

A questo scopo, il 27 gennaio 2020, alle 18.00, verrà presentato il progetto Panta Rei: vite migranti lungo la rotta balcanica, un’installazione ideata da Anna Clementi e Diego Saccora, dell’associazione di promozione sociale Lungo la rotta balcanica, per raccontare, attraverso testi, mappe, foto, video e soprattutto oggetti originali della vita quotidiana, i vari aspetti del viaggio che le persone sono costrette a intraprendere per raggiungere l’Europa.

Scopo dell’installazione è di renderla un luogo dove custodire e trasmettere la memoria del presente alle nuove generazioni e dove costruire uno spazio di incontro e riflessione sul tema dei diritti e delle migrazioni.

Inoltre, il 29 gennaio, alle 18 gli autori discuteranno con Gianfranco Bonesso e con Rossella Miccio, presidente di Emergency dei cambiamenti dei flussi e delle politiche migratorie dal 2015 a oggi, con particolare riferimento alla situazione nel nostro territorio.

 

La rotta balcanica

Nel 2015 la rotta balcanica, percorso di migrazione verso l’Europa già a partire dagli anni ’90, è diventata la principale via di accesso al vecchio continente, a seguito dell’apertura dei confini da parte dell’Unione Europea e degli Stati balcanici. Per mesi, centinaia di migliaia di persone, prevalentemente provenienti da Siria, Iraq e Afghanistan, sono arrivate in Europa attraverso Grecia, Macedonia, Serbia, Croazia, Slovenia e Austria, influendo sulla morfologia e sui confini di questi territori. In poco tempo, lungo questo corridoio monitorato e legalizzato, sono sorti campi profughi di transito, stazioni dei treni ad hoc, centri di distribuzione di cibo e vestiti e cliniche mediche. Oltre al supporto fornito dalle organizzazioni non governative, fondamentale è stato il sostegno della società civile locale e internazionale in solidarietà con le persone migranti.

A marzo 2016, in virtù dell’accordo tra Unione Europea e Turchia, i confini degli Stati lungo la rotta balcanica sono stati definitivamente chiusi e il viaggio verso l’Europa è diventato sempre più pericoloso e costoso sia in termini economici quanto di vite umane. Oggi circa 80 mila persone si trovano bloccate in campi profughi distribuite tra Grecia, Serbia, Bosnia e Croazia, e l’unica possibilità per arrivare nell’Europa che conta è quella di affidare la propria vita nelle mani dei trafficanti.

 

Sarà possibile visitare l’installazione dal 27 gennaio al 3 febbraio, dalle 15 alle 18 (chiuso la domenica).

 

Per informazioni:
infovenice@emergency.it
oppure lungolarottabalcanica@gmail.com

Per approfondimenti: https://lungolarottabalcanica.wordpress.com/