Giovedì 20 giugno alle 19.30  l’ Infopoint Emergency ospiterà il secondo dei cinque incontri in cui verranno proiettati due per volta i 10 documentari di 26 minuti l’uno della serie “PROGRAMMA ITALIA”, realizzati lo scorso anno sui progetti di Emergency in Italia, prodotti da Emergency e da Bananas Media Company per Zelig Tv, che li ha mandati in onda lo scorso inverno.

In questa occasione i due documentari sono sul Poliambulatorio di Polistena nella piana di Gioia Tauro in Calabria e sull’assistenza prestata agli sbarchi nella Sicilia Orientale.

Gli autori Michela Greco e Nicola Moruzzi, che ha curato anche la regia, al termine della proiezione incontreranno il pubblico presente.

“LA DIGNITÀ” – Testimonial: Gianrico Carofiglio

In “La dignità” i riflettori sono puntati sulla Calabria, regione in cui EMERGENCY è presente dal 2012 con il Poliambulatorio di Polistena, creato in un palazzo confiscato alla ‘ndrangheta.
“Avevano bisogno di braccia per lavorare i campi, ma insieme alle braccia sono arrivate le persone, e queste persone sono state sfruttate senza tutelare i loro diritti”.
Don Pino De Masi, parroco di Polistena e referentedi Libera in Calabria, spiega bene, in poche parole, la situazione dei braccianti nella Piana di Gioia Tauro, un territorio che ospita la tristemente famosa tendopoli di San Ferdinando.

“Nella Piana di Gioia Tauro c’è una realtà di persone invisibili e di disagio molto forte. Da oltre 10 anni moltissimi migranti vivono in condizioni di degrado, condizioni che noi di EMERGENCY siamo abituati avedere nei campi profughi in Africa. EMERGENCY è lì per portare un diritto e un messaggio di uguaglianza e dignità”, afferma la presidente di EMERGENCY, Rossella Miccio.
Il documentario è fatto delle testimonianze dello staff di EMERGENCY ma anche dei racconti di pazienti che sono seguiti da tempo dal personale sanitario dell’organizzazione.
Ci sono poi le parole di alcuni “alleati” come Domenico Fazzari della Cooperativa Valle del Marro, realtà con cui EMERGENCY fa rete e dello scrittore Gianrico Carofiglio: “Nella zona di Polistena ho visto gente che vive di gran lunga al di sotto delle condizioni della dignità minima”.

 

“IL FUOCO NELLA FORESTA – Cronache di sbarchi e speranze”

“Un detto africano dice che quando c’è il fuoco nella foresta tutti gli animali scappano dal fuoco. Queste persone stanno scappando dal fuoco, alle spalle si lasciano la morte”. Alessandro, psicologo del progetto di EMERGENCY in Sicilia Orientale, riassume così la condizione dei tanti pazienti che incontra ogni giorno, uomini e donne sfuggiti a fame e guerre e approdati sulle coste siciliane dopo mille difficoltà.

“Il fuoco nella foresta – Cronache di sbarchi e speranze” racconta soprattutto drammatiche storie di migrazione. Quelle di Camillus, Kindu Idrissa, Maxwell e Ibrahim, esempi di resilienza e determinazione.

“In Ghana c’è la guerra da quando i miei genitori sono nati – dice Camillus – Sul volto porto una cicatrice che è il mio marchio tribale: questo mi rende un nemico da uccidere per la tribù vicina”.
A offrire loro una risposta fatta di accoglienza e cura sono, insieme ad Alessandro, Bader, Lidia, Giulia, Serigne, Federica, Ahmed: medici, infermieri, mediatori culturali, psicologi e logisti di EMERGENCY che prestano assistenza nei porti degli sbarchi e nelle diverse strutture di EMERGENCY del territorio.

“Leggiamo che gli sbarchi nell’ultimo periodo sono diminuiti – commenta Rossella Miccio, presidente di EMERGENCY –ma per noi non è una buona notizia perché sappiamo che le partenze non sono diminuite, i viaggi diventano sempre più difficili, le persone restano intrappolate nei lager in Libia o nelle zone di transito e chi riesce ad arrivare è in condizioni sempre peggiori”.

 

Non mancate.