Tutti gli eventi sono stati annullati su disposizione del DPCM recante misure per il contenimento della diffusione del Coronavirus

A causa dei provvedimenti presi dalle autorità per contenere l’epidemia da COVID 19, la seconda Marcia Mondiale per la pace e la nonviolenza, partita il 2 ottobre (giornata internazionale della nonviolenza) da Madrid e ritornata a Madrid domenica 8 marzo (giornata della donna), dopo aver toccato circa 90 Paesi nei 5 continenti, non ha potuto fare tappa nel nord Italia, quindi sono state
cancellate o rinviate manifestazioni e iniziative organizzate in tante città.

A Ivrea, lo spettacolo STUPIDORISIKO e la proiezione del docufilm “L’inizio della fine delle armi nucleari”, previsti per domenica 1 marzo, vengono rinviati a mercoledì 11 marzo alle ore 21, presso l’Oratorio San Giuseppe, Via Varmondo 6.

L’emergenza sanitaria di questi tempi ci convince ancor di più della necessità di destinare più risorse per la salute della popolazione, sottraendole dalle ingenti spese per gli armamenti (i caccia
F35 costano 140 milioni l’uno); come ha detto Papa Francesco a Bari il 23 febbraio scorso: “la guerra che orienta le risorse all’acquisto di armi e allo sforzo militare, distogliendole dalle
funzioni vitali di una società, quali il sostegno alle famiglie, alla sanità e all’istruzione, è contraria alla ragione…essa è un’autentica follia… una pazzia alla quale non ci possiamo rassegnare: mai
la guerra potrà essere scambiata per normalità o accettata come via ineluttabile per regolare divergenze e interessi contrapposti
”.

Lo scopo principale della Marcia Mondiale e delle iniziative ad essa collegate, è di sensibilizzare l’opinione pubblica e le autorità sulla necessità di cambiare le politiche che prevedono le guerre come metodi di soluzione dei problemi e le armi come ovvie necessità per preparare le guerre. “Viviamo in un mondo che sanguina in dozzine di guerre, per lo più taciute dalla disinformazione; in cui esplodono le crisi ecologiche di insostenibilità annunciate dal Club di Roma mezzo secolo fa; in cui milioni di migranti, rifugiati e sfollati vengono spinti a sfidare le frontiere dell’ingiustizia e della morte; in cui si cerca di giustificare guerre e massacri nella disputa su risorse sempre più scarse; in cui lo scontro di “placche geopolitiche” tra poteri dominanti ed emergenti solleva nuove e pericolose tensioni”. (dal Manifesto della Marcia Mondiale)

Come ha scritto il Coordinamento contro le armi Atomiche, tutte le Guerre e I Terrorismi, che a
Torino aveva organizzato l’accoglienza della Marcia Mondiale, “oggi abbiamo 2 emergenze
drammatiche
:

  1. i cambiamenti climatici, evidenti a chiunque in questo caldo e anomalo inverno;
  2. la conflittualità perenne, quella “terza guerra mondiale a pezzi” che si espande e
    genera vittime innocenti, profughi, distrugge intere società, ed è responsabile di una
    parte considerevole dei cambiamenti climatici”.

Vorremmo che la nostra città fosse all’avanguardia nella ricerca della sostenibilità, nel contrasto ai cambiamenti climatici, nello sviluppo di nuove tecnologie che aiutino a risparmiare energia,
nello sviluppo del trasporto pubblico; che dopo essere stata la capitale dell’auto diventasse la capitale dell’auto elettrica; invece veniamo a sapere che si sta approntando una grande industria
militare sotto il nome altisonante di “aerospace and defence”, che a questo scopo il comune ha concesso 230 mila mq alla Leonardo, principale industria militare italiana: è la exFinmeccanica,
ma tutte le produzioni civili le ha vendute, si è tenuta solo quelle militari, che sviluppa con grande efficienza: ne sanno qualcosa gli yemeniti, i kurdi, e tante altri vittime della armi made in Italy.
Non vogliamo che Torino diventi la capitale delle armi; come piemontesi ci gloriamo di Candiolo, ci vergogniamo di Cameri.

Anche noi sosteniamo le seguenti richieste della Marcia Mondiale :

  • la messa al bando delle armi nucleari
  • la riforma dell’ONU in senso democratico, dando spazio alla società civile e rendendola
    veramente l’associazione dei popoli del mondo
  • la ricerca delle condizioni per un pianeta integralmente sostenibile
  • l’integrazione di regioni e aree con sistemi socio-economici diversi
  • il contrasto ad ogni forma di discriminazione e di razzismo
  • promuovere la nonviolenza come nuova cultura e come nuovo stile della politica

ACMOS, ANPI, Ass. Lucy, Azione Cattolica Diocesana, Casa della Pace, Centro Gandhi, Centro
Aiuto alla Vita, Centro Documentazione Pace, CGIL Ivrea e Canavese, Chiesa Valdese, Circolo
PRC Ivrea, Comunità Artaban di Burolo, Comunità di Banchette, Emergency, Fraternità CISV di
Albiano, Fraternità di Lessolo, Good Samaritan, Legambiente Dora Baltea, Libera Ivrea e
Canavese, MIR, Movimento dei Focolari, Osservatorio Migranti, Pax Christi, Sardine Ivrea, ZAC!